domenica 26 maggio 2013

Tirando le conclusioni

Stamattina al mio risveglio ho guardato il sole pensando che sarà l’ultimo su quest’isola.
Visto il momento mi sembra giusto tirare le conclusioni di questa esperienza.
Innanzitutto è stata molto più breve di quanto previsto ma comunque è riuscita a darmi un’idea del lavoro verso cui mi sto dirigendo.
In questa periodo ho potuto sperimentare le tecniche di Project Management studiate durante l’università e se avessi il tempo e tutte le carte a posto sono sicuro che avrei fatto un ottimo lavoro.
Alla fine di questa esperienza torno a casa con la consapevolezza di cosa vuol dire fare questo tipo di lavoro e con la certezza che è quello che voglio fare nei prossimi anni della mia vita. (che a 23 anni è già una gran cosa!!)
Inoltre mi ha dato la possibilità di migliorare molto il mio Francese che ormai, almeno a livello di parlato, è ad un ottimo livello.
Infine a livello personale mi ha ridato la cosa più importante di tutte e che mi mancava da ormai molto tempo… La Pace con Me Stesso!

Tornato da questo viaggio mi sento rinato come persona, mi sento davvero di aver ripreso quello che ero e ora sono pronto a ripartire con il nuovo Tommy2.0!!!

Ultimi giorni

Dopo quella bella giornata ad Ambatolampy mi sono direttamente spostato in un hotel vicino all’aeroporto dove passerò gli ultimi giorni di Madagascar.
Speravo ci fosse qualcosa in questa cittadina ma invece è proprio un posto di passaggio ma almeno ho trovato un bel ristorante per le ultime scorpacciate di filetto e l’hotel ha un bel giardino con internet.
Avendo molto tempo libero e il web ho iniziato la mia ricerca per il prossimo lavoro e per la prossima partenza.
Come ricordavo non è affatto facile ma visto il mio CV e la mia determinazione resto ottimista.
Io spero sempre nell’Asia ma non avendo ancora molta esperienza dovrò accettare quel che arriva anche se davvero non vorrei un’altra isola visto che le mie ultime due esperienze su quei lembi di terra in mezzo al mare non sono andate molto bene.
Sinceramente non lascio questo paese con la voglia e l’idea di tornarci perché, forse anche per colpa della mia situazione lavorativa non idilliaca, non sono riuscito ad innamorarmi di questo luogo ma soprattutto di questo popolo.
Nei miei due mesi di vita qui ho trovato davvero poche persone Vere, che avevano voglia di conoscerti e farsi conoscere senza un secondo fine.
Oggi ho letto una frase secondo me giustissima “la felicità non è reale se non è condivisa” ecco forse a me, in questa esperienza, è mancato proprio questa condivisione e di conseguenza ho proiettato questa sensazione nel mio modo di vivere il periodo e tutto quello che ci ruotava attorno.

Mi dispiace lasciare così questo posto visto quante speranze ci avevo messo ma Così è la Vita!!!

venerdì 24 maggio 2013

Ambatolampy 23.5


Stamattina, dopo aver comprato gli ultimi regali, siamo partiti per Ambatolampy (graziosa cittadina tipica degli altopiani a 70 km dalla capitale).
Siamo arrivati intorno a mezzogiorno e dopo un ottimo filetto di zebù, ho trovato un grazioso hotel sulla strada, ricavato da una vecchia casa signorile, con un ampio giardino alberato ed una casetta (quella che era del guardiano) in cui mi sono sistemato. La stanza, molto semplice arredata con classici mobili malgasci in legno, ha anche un bel caminetto interno (utile nelle gelide notte invernali) e un letto comodo e senza affossamenti.
Dopo aver sistemato le valigie, sono partito con Mamy a farmi un giro della città. Visto che il suo centro non sono le case o la chiesa ma le risaie, siamo partiti seguendo le vecchie rotaie del treno che le costeggiano, per poi dirigerci verso la collinetta più alta. Fortunatamente oggi era giorno di mercato e quindi, non essendo in una città turistica, mi sono trovato immerso in un vero mercato malgascio fatto da mille bancarelle e costellato da una miriade di odori.
Quei begli odori che ti penetrano nel naso e che restano lì, stagnanti, come quello del letame al sole o del pesce essiccato o delle arance fresche appena sbucciate. Dopo più di due ore di cammino, usciti dal mercato, ci siamo ritrovati dentro una festa di una scuola in cui erano allestiti dei piccoli baracconi.
C’era il gioco delle palle con cui buttare giù le lattine, un altro gioco fatto coi sassi che non ho capito bene come funzionasse ed una splendida giostra coi cavalli e le macchine costruite in legno su cui i bambini potevano girare ridendo felicissimi.
Dopo questa bella passeggiata e i soliti mille sguardi su quel bizzarro vahaza col cappello di rafia in testa, siamo tornati all’hotel dove, sotto un bellissimo bersò immerso nel verde, ci siamo gustati le nostre ottime arance fresche.
Poi, al calare del sole, sono arrivati decine di uccelli simili a cicogne, che si sono appollaiati negli alberi del nostro giardino e mentre tornavo nella mia casetta ho trovato a terra una loro piuma, bianchissima ed immacolata, che terrò come ricordo di questa fantastica giornata in cui ho potuto vedere il Madagascar che piace a me…
Quello VERO!!!

Antsirabe


Alla fine la notte è andata bene e dopo aver fatto colazione sono partito con Mamy per Antsirabe dove abbiamo fatto un bel giro per tutta la città, siamo andati a vedere le terme e la piscina (dove ho dovuto camminare a piedi nudi!) e poi ho lasciato andare Mamy dalla sua famiglia e io mi sono fatto una bella passeggiata scortato da un pousse-pousse a cui alla fine ho dato 200 Ar per essere stato con me a parlare un po’. Lui mi ha detto che per comprarne uno gli servirebbero circa 350000 Ar (circa 150 euro) e la cosa mi ha sconvolto di come gli cambierei la vita con così poco.
Quando l’ho lasciato ero arrivato alla cattedrale, davvero bellissima, con le vetrate colorate in puro stile europeo ma il colore Viola delle volte in puro stile malgascio. (un buon connubio!)
Dopo la chiesa volevo continuare la mia passeggiata e girare un po’ di negozietti ma il mio stomaco ha detto “NO!!!” e allora sono tornato in hotel dove mi sono riaccasciato nel letto per 2 ore con 38 di febbre.
Alle 19:30 mi sono alzato per andare a cena e nel ristorante con un menu fantastico a prezzi ridicoli il mio stomaco è riuscito ad accettare solo un po’ di pane e marmellata col brufen(medicina per la febbre).
Almeno all’hotel ho avuto internet ed ho potuto pubblicare un po’ di articoli e scrivere sia con la mia famiglia sia con qualche amico visto che era praticamente 10 gg che non mi facevo sentire.
Poi sono tornato in stanza e nonostante non volessi addormentarmi presto ho dormito (Male) dalle 9 di sera fino al mattino seguente.
Ah già almeno ho finalmente trovato il cappello di rafia che volevo e che da ora in poi sarà sempre sulla mia testa!!

mercoledì 22 maggio 2013

21 Maggio


Stamattina, dopo aver dato a tutti i cappelli, li ho accompagnati per l’ultima volta a scuola. È stato l’unico momento in cui mi sono venute le lacrime agli occhi. Lasciare le manine di Rolland  e Serafina per farli andare con gli altri e poi prima di andare girarmi a cercare con lo sguardo la testa di tutti per dargli un’ultima occhiata.
Poi ho aspettato Mami e dopo aver cambiato i soldi siamo partiti.
Prima di lasciare la casa e salutare tutti ho voluto fare una foto col personale almeno non dimenticherò completamente il viso di nessuno. Sinceramente non ho visto molto dispiacere nei loro volti ma probabilmente non ce n’era neppure nel mio.
Dopo aver mangiato in un hotely (piccoli ristoranti malgasci) lungo la strada siamo arrivati ad Ambositra (la città dell’artigianato) e qui, dopo aver trovato un hotel fantastico che è un’opera d’arte, mi sono potuto dare allo shopping per i regali.
Ho fatto un bel giro in città con Mami e mi sono guardato mille negozietti pieni di oggetti in legno fatti a mano davvero bellissimi e in uno di questi sono anche andato nel retrobottega a vederli lavorare.
Gli attrezzi che utilizzano sono semplicissimi ma con la calme ed un buon legno creano delle vere opere d’arte!!
Dopo questo bel giro sono tornato all’hotel dove ho iniziato a stare poco bene e mi sono accasciato 2 ore nel letto coi brividi.
Poi mi sono ripreso e ho mangiato una bella zuppa, preso un brufen e l’ultima pastiglia di Lariam e sono tornato nella mia stanza per scrivere gli articoli.
Ora mi rimetto a dormire e domattina spero di svegliarmi in forma che si riparte per cambiare città!

Ultimo giorno


Oggi è festa delle pentecoste e quindi tutti i bambini sono a casa da scuola e potrò godermeli per bene..
Le mie sensazioni degli ultimi giorni sono un misto tra calma, tristezza, voglia di tornare a casa, voglia di esplorare e voglia di avere qualcuno accanto per sfogarmi.
Ormai è più di un mese che abito qui senza conoscere nessuno e piano piano la voglia di parlare tranquillamente inizia a farsi sentire ma comunque l’unica cosa che sento di aver davvero guadagnato è l Tempo, il tempo per me, il tempo per pensare, il tempo per stare addirittura delle ore in silenzio e questo fatto mi fa sentire davvero bene.

Alla fine sono stato tutta la giornata a giocare con loro, specialmente con i più piccoli, e penso a quanto gli mancherò domani quando, tornando da scuola, non mi troveranno più e nella mia stanza si sarà messo qualcun altro (immagino già serafina che busserà dicendo “Tomato! Tomato!”).
Beh poi con i più grandi gli ho fatto vedere la posizione a gambe incrociate dello yoga e che riesco a mettermi una gamba dietro alla testa alche loro sono impazziti cercando di imitarmi e non riuscendoci. (spero almeno che non si facciano male nel tentativo).
Dopo una bella giornata coi bimbi sono andato in camera a rilassarmi e a chiudere le valigie… Domani si Parte!!! 

Mare


Sabato 11 maggio sono partito, insieme al capo dell’azienda di costruzione, per andare a fare tre bei giorni di mare in vista del mio futuro rientro.
Visto che siamo partiti nel tardo pomeriggio siamo arrivati a Manakara a sera inoltrata e quindi mi sono infilato nel primo hotel sulla spiaggia che ho trovato.
Fortunatamente servivano ancora la cena anche se, come al solito, ero l’unico cliente dell’albergo. Dopo una bella cena a base di zuppa di frutti di mare e riso sono andato a rilassarmi nella mia stanza dove, pronto a fare la doccia, ho scoperto non c’era acqua!!
Tranquillamente sono andato a dormire pregustandomi il sole e il mare del giorno dopo ma nella notte sono stato svegliato da un temporale spaventoso con raffiche di vento e pioggia che si abbattevano sulle mie finestre. Ho pensato “va beh sarà il solito temporale notturno e almeno domattina sarà anche bello fresco.”
Quando mi sveglio vado a fare la mia bella colazione con vista sui canali e guardando il cielo è tutto NERO e piove ancora a dirotto!!!
Nonostante il maltempo alla mattina non mi sono perso d’animo e sono andato a farmi una bella passeggiata in cui mi sono preso un paio di scrosci ed ero lavato fradico (bene visto che nn avevo fatto la doccia). Nel pomeriggio, visto che le nuvole e la pioggia persistevano, ho deciso di farmi un giro in piroga sul fiume ed anche col maltempo ho passato una bella giornata.
Visto che l’hotel era ancora vuoto, senza acqua e fuori dal centro (ovviamente continuava a piovere) il giorno dopo ho deciso di spostarmi in un albergo più vicino alla stazione dei treni con cui voglio fare il viaggio di ritorno (lonely planet lo descrive come una delle cose più belle da fare in Madagascar).
In questo hotel ho l’acqua ma solamente fredda però dopo 2 giorni è meglio di niente ed ho scoperto qui vicino un bel bar (kamaleon) gestito da un francese con cui ho passato una bellissima serata a parlare e bere birra tutti insieme (si sono aggregati a noi anche altri due francesi del posto).
Alla fine sono arrivato all’ultimo giorno e del sole ancora nessuna traccia ma almeno mi consolo pensando al viaggio di domani e facendo grandi scorpacciate di gamberoni e di pesce a prezzi ridicoli.
Nell’ultimo pomeriggio passo dalla stazione per prendermi il biglietto e trovo tutto chiuso con un bel biglietto “treni soppressi fino a data da destianrsi”.
Ma VAFFANCULO!!!

giovedì 16 maggio 2013

Rileggere tutto


In questi giorni in cui sono stato al mare (che descriverò bene nel prossimo articolo) ho avuto il tempo di rileggere tutti i miei articoli e mi sono accorto come, nel periodo di fine aprile (mentre era tutto in bilico sulle mie carte), sia trapelato dalle mie pagine un forte nervosismo e come questo mi abbia portato a scrivere male delle persone intorno a me; voglio precisare che non era assolutamente mia intenzione mettere in cattiva luce nessuno, tantomeno il personale della casa di cui conosco bene il lavoro e comprendo le difficoltà nel dover dedicare una grossa fetta della loro vita a questo centro e a questi bambini.
Fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo (e spesso anche con un solo figlio non tutti ci riescono) quindi potete ben capire come può essere gestirne ed educarne 22!!!
Se avevo criticato o parlato male di qualcuno spero, con queste poche righe, di aver rimediato al torto fatto e con questo vi lascio in attesa dei prossimi racconti.

sabato 11 maggio 2013

11 Maggio


Anche stasera, arrivato a Manakara ormai di notte, mi sono infilato nel primo hotel economico che ho trovato ed ero l’unico cliente.
Questa cosa mi sembra davvero assurda ma in tutti gli alberghi che ho girato in Madagascar ero sempre e dico sempre da solo!!!!
Beh cmq stamattina, prima di partire, sono tornate le cavallette (di cui me ne sono fatte una scorpacciata) e stavolta proprio a sorvolare la casa.
Una cosa pazzesca da quante erano ed hanno continuato a sfrecciare per ore sopra le nostre teste sospinte dal vento. (qui il mio pensiero va a quei poveri cristi coltivatori di riso che avranno visto svanire tutti i loro sforzi ed il loro raccolto).
Tutto questo ha divertito tantissimo i bambini che ne catturavano a decine ed inoltre li ha distratti dalla mia partenza (tornerò mercoledì per un paio di giorni al centro così da salutare tutti).
Ora mi trovo calmo e tranquillo nella mia stanzetta d’hotel dopo essermi mangiato un buon piattone di pesce e gamberetti al vapore contornati dal solito riso e verdure.
La cosa che mi dispiace è che viaggiando di notte non ho avuto la possibilità di vedere il panorama della mia camera anche se credo di essere sull’estuario del fiume a pochi passi dall’oceano.
Domattina partirò in esplorazione!!!

giovedì 9 maggio 2013

Sauterelles!!!!


Oggi i bimbi sono a casa da scuola e lo saranno anche domani quindi perfetto almeno me li posso godere per bene prima di partire e ho colto l’occasione per dargli anche tutti i balocchi così hanno passato l’intera giornata tutti presi con i nuovi giochi.
Nel pomeriggio poi ho vissuto una scena davvero unica in cui mi è sembrato di essere in un altro mondo e in un altro tempo.
Ad un certo punto mentre tutti eravamo fuori nel cortile a giocare dal cantiere è arrivato un urlo (sauterelles!!!!!) e tutti hanno iniziato a scrutare il cielo.
Io non capivo bene che succedeva ma guardavo il cielo in cerca di qualcosa ed alla fine l’ho visto….
Dalla cima della collina all’orizzonte stava arrivando un enorme nuvola era che si dirigeva velocissima verso la città.
Stavano arrivando le cavallette!!!!
Nella casa certi bambini hanno iniziato a piangere perché avevano paura ed io mi sono fiondato sul balcone per godermi appieno la scena.
Per una buona ora di tempo ho osservato muoversi per tutto l’orizzonte questo nuvolone in cui si vedevano diversi correnti che si dirigevano in opposte direzioni e nel frattempo dalle campagne salivano cortine di fumo accese dai coltivatori nel disperato tentativo di salvare il raccolto.
Poi, una volta tornata la calma, sono voluto andare alle risaie qui sotto casa ma per oggi loro sono scampate alla razzia.
Spero che gli vada bene anche domani!!!

mercoledì 8 maggio 2013

Accettazione


Dopo l’accettazione di una situazione il tutto resto (ma davvero TUTTO) viene da sé.
Finita la riunione e la brutta serata, una volta che tutti nella casa sapevano della mia storia, finalmente sono riuscito a rilassarmi (e a dormire BENE).
Ho passato due bellissimi giorni con i miei bimbi (che non posso immaginare quanto mi mancheranno) a giocare con loro e a passare un sacco di tempo tenendoli in braccio e cullandoli ogni momento che potevo.
Inoltre anche con il resto del personale sono potuto tornare me stesso visto che gli ultimi giorni mi rendevo conto che proprio non riuscivo ad essere naturale e rilassato.
Oggi sono anche andato a comprare un po’ d giochi per i bambini (regalo di mia nonna che mi aveva lasciato i soldi) e mi sono potuto fare una bella passeggiata per il mercato con i soliti sguardi curiosi e divertiti per un vahaza che prima compra balocchi e poi carote e patate!!!
Nel frattempo mi sto organizzando qualche giorno di viaggio prima di partire perché mi sembrerebbe stupido andarmene senza scoprire un po’ di Mada e per questo non vedo l’ora di partire e iniziare a fare una delle cose che amo di più che è viaggiare!!!
La prima partenza dovrebbe essere sabato per un tocco al mare e poi rientro qui alla casa per salutare tutti.
Ora vi saluto che voglio godermi i miei bimbi fin che posso!!!

lunedì 6 maggio 2013

Ultima riunione


Questa è una triste sera alla casa della gioia…
Dopo cena è stata fatta l’ultima riunione in cui ho dovuto spiegare a tutto lo staff che la mia permanenza nel centro terminerà a fine settimana.
Se già era brutta la mia sensazione personale di malessere, vedere nei loro volti l’incredulità e il dispiacere per questa notizia improvvisa è stato davvero tremendo.
Dopo il nostro incontro ognuno di noi si è dileguato nel silenzio nelle proprie stanze senza praticamente proferire parola se non un asettico ma molto sincero Buonanotte.
Ora il mio pensiero va ovviamente al momento in cui dovremo spiegare la situazione a tutti i bambini e al momento in cui dovrò definitivamente lasciare la casa e salutarli.
Penso che voi tutti, ma specialmente quelli che mi conoscono bene e che sanno quanto abbia investito in questa esperienza lavorativa, possiate capire la mia frustrazione per questa situazione davvero assurda.
Io mi sono sempre reputato una persone forte, sicura, che difficilmente sbagliava e che soprattutto quasi mai perdeva ma gli ultimi 6 mesi della mia vita mi hanno proprio dimostrato il contrario in quanto il Mio mondo si è accartocciato su se stesso sputandomi fuori tutto sporco e mezzo rotto.
Scusate se il post di stasera non racconta storie o immagini di vita malgascia (anche se in questi due giorni in cui non ho scritto ne ho vissute e viste tante) ma dopo gli sguardi di questa sera l’unica cosa che mi viene di scrivere e descrivere è la grande tristezza che regna in questo nostro piccolo mondo della Maison de la Joie!
Buonanotte a tutti…

sabato 4 maggio 2013

Ha vinto la burocrazia


Non potete capire con quanta difficoltà mi trovo a scrivere questo post che per me equivale al termine della mia esperienza puramente lavorativa anche se il mio viaggio potrà continuare fino al 27 maggio.
Alla fine le carte che mi servivano per lavorare nel centro non mi verranno rilasciate perché, dopo i problemi che hanno avuto con le persone che lavoravano nei centri con visto turistico, non si fidano più a dare opportunità del genere specialmente all’interno di centri “nuovi” come la Casa della Gioia.
Volendo avrei potuto continuare a cercare di ottenere le carte, ma vista la situazione all’interno della casa e visto il fatto che ormai il biglietto è stato cambiato con questa data, (e non si possono fare altri cambi quindi dovrei comprarne un altro) dopo un’altra notte praticamente insonne, ho deciso che la scelta migliore per tutti sia quella di partire.
È stata una decisione difficilissima da prendere e che mi è costata tantissima fatica sotto il punto di vista personale mettendo in conto quanto tempo e speranze avevo messo in questa mia esperienza.
So che non deve essere una sconfitta per me (anche perché io non ho colpe) ma comunque vi assicuro che è difficile mandare giù il boccone.
Ora resterò qui alla casa per ancora una settimana così da avere il tempo di organizzarmi il viaggio con le diverse tappe da fare e poi partirò a fare comunque una cosa che amo che è viaggiare per paesi sconosciuti.
L’unico mio problema sono le valigie che non sono adatte al tipo di viaggio che vorrei fare ma per quello troverò una soluzione.
Per fortuna almeno ho con me la mitica lonely planet del Madagascar che mi offre tutte le informazioni necessarie e visto che è datata 2009 nel mio viaggio raccoglierò anche informazioni utili per i futuri viaggiatori che invierò alla redazione per inserirli nella prossima versione.
Probabilmente non partirò con un piano dettagliato ma con una bozza su cui poi andrò a muovermi in funzione dei posti e delle mie esigenze.
Beh che dire, ora vi saluto e cercate di godervi per le ultime 3 settimane i miei articoli sul Madagascar che poi (spero in tempi non troppo lunghi) cercherò di ripartire cambiando luogo (Dreaming ASIA) ma non lo Spirito!!!

giovedì 2 maggio 2013

Piccolo aneddoto


Oggi non sono molto in vena di scrivere ma voglio raccontarvi questo piccolo aneddoto che penso vi darà meglio la visione di cosa sia un malgascio e di conseguenza quali siano i problemi che mi trovo ad affrontare nell’organizzazione del loro lavoro.
L’altro giorno, mentre giravamo per Tanà all’ora di pranzo, io ero in maglietta e sudavo dal caldo visto lo smog e l’assenza di aria e guardandomi intorno vedevo un sacco di persone (anche loro accaldate) con addosso giubbotto e cuffia…
Non capendo bene il perché ho chiesto al mio autista che, in maniera molto naturale e quasi scontata, mi ha guardato e mi ha risposto “beh stamattina sono usciti così di casa e non possono tornare solo per cambiarsi!!”…
Io l’ho guardato con faccia sbalordita e gli ho detto “ma scusa non possono togliersela e legarsela in vita o metterla nello zaino???” e lui “ah già effettivamente hai ragione!!!”

mercoledì 1 maggio 2013

Per la strada


Partendo da Tanà per il viaggio di ritorno  mi sono ripromesso di osservare davvero bene quello che accade lungo la strada.
Ai bordi della carreggiata, in zone in cui non c’è altro che terra rossa e risaie, spuntano fuori come dal nulla persone e bancarelle pronte a venderti di tutto.
La prima scena che mi ha colpito sono state due donne che, dal ciglio della strada, tenendo per le orecchie un coniglio che sbattezza le zampe all’impazzata, si protendevano verso la carreggiata invitandoti a fermarti per l’acquisto.
Poi sono iniziate le bancarelle, delle quali le mie preferite sono quelle di frutta e verdura, belle e colorate con ogni alimento disposto con cura a formare piccole piramidi di arance verdi o stroppe di banane gialle penzolanti; di queste se ne possono incontrare decine lungo tutta la strada.
Invece per l’oggettistica ogni zona ha il suo genere.
Per esempio c’è la parte degli strumenti musicali (dove mi sono comprato (per 2 euro) il mio bellissimo uculele) oppure la zona delle miniature dei camion che sono curatissimi in ogni singolo dettaglio oppure quelle delle statue artigianali (prima tutte in legno, poi tutte in ceramica) e ancora la zona dei cappelli o quella delle borse di feltro e così via per tutti i 400 km che dividono le 2 città.
Inoltre ci sono le zone in cui vendono i pacchettini di legna pe accendere il fuoco e quelle delle cave di sassi dove vedi decine di ragazzini e donne coi bambini che, seduti sul ciglio della strada, con davanti il loro cumulo di pietre ed in mano un martello picchiettano ritmicamente spezzando in parti sempre più piccole i loro mucchietti.
Ora passiamo alla strada…
Qui si possono incontrare un sacco di veicoli, dai camion con rimorchio che sputano fuori fumo nero densissimo e che fanno zig-zag per evitare le buche, ai taxi-bruss (dei minivan 12 posti in cui solitamente sono stipati almeno in sedici ed il cui tetto è stracolmo di oggetti legati con corde), fino ad arrivare ai carri con le ruote in legno trainati dagli zebù (che cortesemente ti fanno gesto con la mano per dirti se la strada è libera per il sorpasso).
In più, in prossimità dei villaggi e delle città, capita spesso di vedere questi tipici carretti con piccole ruote sempre in legno che, spinti a mano, arrancano in salita o sfrecciano in discesa stracolmi di merce di tutti i tipi (dalle casse di birra ai materassi).
Inoltre, durante il viaggio di oggi, ho visto due camion ribaltati sul lato della strada (fortunatamente per entrambi in punti senza strapiombi) e ad un certo punto mi sono anche ritrovato, per una decina di minuti, immerso in una nuvola nera formata da migliaia di cavallette (poveri cristi gli agricoltori di quella zona).
Poi, a circa 80 km da Fianar, mi sono ritrovato a fare la spola con lo sguardo tra il tramonto e la lancetta della benzina che era pericolosamente ferma a fine corsa.
Fortunatamente dopo una decina di chilometri abbiamo trovato un distributore ma nel frattempo era calata la notte e, tanto per non farci mancare nulla, ci siamo trovati in mezzo ad un acquazzone che quindi mi hanno fare gli ultimi 70 km col fiato sospeso, nella speranza di non prendere con la macchina in velocità qualche voragine dove è facile bucare o rompere il cerchione (infatti ho visto un gruppo di vahaza fermi in mezzo al nulla per questa motivo (ma non preoccupatevi erano già attorniati da un sacco di malgasci che osservavano e cercavano di vendere qualcosa)).
Finalmente, dopo 11 ore di viaggio, sono arrivato alla Casa della Gioia (il centro dell’associazione) dove non sono mancate le sorprese ma questa sera non ho voglia di affrontarle…
Ci penserò domani.